Progetto Arqa - Il Tempio

. . . ho iniziato ad insegnare Kabala a Bologna nel 1992, dopo 23 anni di studi nell'ambito di questa affascinante materia, e ancora oggi studio e cerco e ancora trovo.
Come se nella Vita fossero contenute tutte le risposte, di cui dobbiamo trovare le Domande per poterne cogliere la Bellezza.
Stiamo attraversando un momento particolare, grandi sfide grandi opportunità: vale la pena di tornare a parlare di cose reali, di percorrere Vie e Risvegli, per chi nel frattempo, preso da mille impegni e attività importanti, si é distratto da . . Sé !
Ho intrapreso gli studi cabalistici nel 1969 sotto la guida di Tommaso Palamidessi, proseguendo attraverso insegnanti ebrei e non. Negli anni ho vagliato queste esperienze attraverso gli studi storici e antropologici, in modo da giungere ad una visione laica della kabala ( kabbalah, Cabala ) svincolata dall’area culturale ebraica, che rimane peraltro un importante punto di riferimento.


CHE COSA È LA KABALA

La Kabala, o Kabbalah, è l’eredità che ci torna da un tempo senza inizio attraversando le civiltà del Mediterraneo, conservata nei manoscritti, nelle congregazioni, nelle parole degli uomini, ma soprattutto in quel codice diffuso che è il linguaggio, dove suono, emozione e numero provengono dallo stesso gesto del pensiero. Appresa in ambiente assolutamente laico, la kabala ci restituisce le chiavi che aprono ancora le porte del cosmo, fuori e dentro di noi. Preziosa per chi sta cercando un metodo di codifica e di sintesi della conoscenza in qualunque ambito.
È IL SISTEMA CHE DECODIFICA L’INSIEME PSICOSOMATICO, SVELANDO LE RELAZIONI SOTTILI CHE INTERCORRONO TRA IL SÉ ED I SUOI ATTRIBUTI.


UN CICLO DI STUDI STRAORDINARIO

Corsi propedeutici, seminari, ritiri, tecniche del Risveglio secondo lo studio della Kabala europea e mediorientale. Pratiche e meditazioni che sviluppano percorsi di ricerca interiore ad altissimo livello alle quali è possibile accedere senza alcuna preparazione o esperienza precedente. Si tratta di una metodologia insieme logica ed analogica, che sviluppa l’intelligenza e la sensibilità: è uno strumento per la mente che vuole evolvere in una coscienza planetaria. Favorisce l’autodeterminazione che viene dalla coscienza di essere e di valere. Questo corso vuole tracciare le basi per aprire il dialogo con noi stessi attraverso strumenti pratici e sicuri. Gli interventi teorici si alterneranno ad esercitazioni pratiche di concentrazione e sensibilizzazione. I seminari si svolgono tendenzialmente in contesti di grande energia naturale e suggestione architettonica, con inizio alle ore 15 del venerdì, proseguono sino alle ore 18 della domenica con le caratteristiche del ritiro residenziale.


UN CICLO DI STUDI STRAORDINARIO

Seminari residenziali di studi e tecniche del Risveglio

I seminari sono strutturati secondo le seguenti modalità:
un seminario di 2-3-4 giorni nei week end.
La partecipazione ad un seminario non è in alcun modo vincolante a partecipare ad altro. Sono resi monotematici per permettere a ciascuno di scegliere la partecipazione in base al tema di interesse;
i seminari possono avere costi differenti a seconda del livello, del tempo che richiedono e della location; in ogni caso la quota comprende: seminario e materiale propedeutico.

Primo Livello

  • L’Albero della Vita e l'Albero della Conoscenza - Essere e sentire, introduzione allo studio della Kabbalah
    Il Respiro e la Mappa. Albero della Vita e DNA, Albero della Conoscenza e struttura dell'io attraverso la percezione. L’albero della vita: integrazione tra microcosmo e macrocosmo Le dieci potenze dell’anima. (seminario 2-4 giorni)

  • Le 22 chiavi perdute: la ruota dell’eterno Ritorno. (seminario 2-4 giorni)
  • Le dieci potenze dell’anima: luci e ombre.(seminario 2 giorni)
  • La Luce di Caldea . Le triadi degli elementi: le chiavi del Tempo e il viaggio iniziatico dell’Anima - astrologia e kabala - origine spirituale della malattia. (1 seminario 7 giorni - oppure 2 seminari di 2-3 giorni)
  • Le sette Soglie che incontriamo nel viaggio interiore e la discesa nel labirinto.
    Il significato del settenario - Discendere per salire - La scoperta di sé attraverso il viaggio interiore - I sette palazzi - Il Labirinto - Il viaggio dell’Anima nella sua Ombra: Inanna scende nell’'oscurità per risorgere nella chiarezza. (seminario 2-3 giorni)
  • La Grande Opera dentro di noi attraverso tre Lettere Madri, la Triade della coscienza.
    I conflitti archetipi di ognuno e la loro sublimazione.
    Si tratta di un seminario molto profondo e attivo, una occasione di apertura e crescita: lavoreremo attraverso le frequenze della lettera Nera, poi la lettera Bianca, poi quella Rossa. Visiteremo luoghi inesplorati dell’inconscio attraverso i percorsi diabatici, con lo scopo di meglio comprenderci e migliorarci, equilibrando queste tre grandi potenze in noi. (seminario 2-3 giorni)
  • Le radici dell’anima e il suono sacro. L’Albero della Vita è nutrito dalla Luce. Le Lettere sacre: meditazioni, simboli, numeri e percorsi diabatici. Come la risonanza dell’Universo cambia l’io e il suo mondo. (seminario 2-3 giorni)
  • Le cinque dimensioni dinamiche della Realtà. L’integrazione delle dimensioni e l’ascensione. (seminario 2-3 giorni)

MEDITAZIONI proposte

  • GRIMORIO DI FEDERICO
  • EPISTOLA ALLE ALTE TORRI
  • GRIMORIO DEGLI ANGELI Si tratta di un percorso di preghiera ed evocazione dell’energia angelica. Come molte pratiche spirituali che prevedono una canalizzazione, produce una attivazione psichica di “allineamento” interiore e di centratura. Data la delicata suggestione di questa esperienza introspettiva non occorrono particolari requisiti per parteciparvi è invece necessario prenotarsi per tempo.


Sefer Yetzirah, un libro misterioso, un gioiello esoterico

Il Sefer Yetzirah é davvero un piccolo libro, tanto ricco di fascino e di mistero, quanto insondabile, incomprensibile per il profano. Uno scrigno prezioso, per gioielli ancor più preziosi.
Si tratta di un testo antico della tradizione esoterica ebraica e kabalista, forse il più importante.
E’ ancora acceso il dibattito sulla sua paternità e la data di origine. Potrebbe trattarsi di un testo medievale, ma la tradizione narra sia stato lasciato dal patriarca Abramo e forse é di questo o qualche versione di esso, di cui si parla nel Corano come "Libro di Abramo" (vedi sure 87:19 e 53:37).
Alcune delle versioni contengono considerevoli aggiunte in una lingua riferibile al periodo degli Asmonei, circa 130 aC.
Sulla base delle informazioni astronomiche contenute nel libro stesso, un traduttore attribuisce la paternità del Libro della Formazione a Maestro Abramo nel XIX secolo aC. Sottolineando in una nota aggiuntiva alla traduzione l’importanza nella datazione del testo della precessione degli equinozi. Questo fenomeno é causato dal movimento della Terra che ruota attorno al suo asse verticale, similmente ad una trottola e questo fa cambiare in modo lento ma continuo la verticalità rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse. Questo dondolio naturalissimo é causato principalmente da due fattori: la forma non perfettamente sferica della Terra e le forze gravitazionali del Sole e della Luna . Il risultato è un moto di precessione che compie un giro completo ogni 25.800 anni circa. La precessione non è perfettamente regolare, ma come un orologio falsificabile, ci permette di stabilire che la corrispondenza delle costellazioni così come sono narrate nel sesto capitolo di una versione del Sefer Yetzirah, si é verificata durante il tempo di Abramo, circa 4000 anni fa.
Una verifica dei dati che possiamo evincere attraverso i siti archeologici dei Caldei, Egizi, Greci, con occhi laici liberi da dogmi politico-religiosi, ci indica che queste popolazioni conoscevano questo fenomeno e ne tenevano conto, prima che, alla caduta dell’impero romano, secoli di oscurantismo, tra guerre, pestilenze, dogma cattolico e inquisizione, facessero sì che le scienze fossero eretiche, fino al 1700 circa dC. Dovremmo dunque dedurne, che il Sefer Yetzirah é precedente almeno alla caduta dell’Impero Romano.
Comunque sia, per un mistico Kabbalista, il potere del libro e il suo valore sono validi indipendente da considerazioni accademiche riguardo le sue origini.
Inesauribile fonte di ispirazione, resta una pietra miliare nella mistica mediorientale e successivamente europea , insieme allo Sefer Ha Zohar, il Libro dello Splendore, al Sefer ha Bahir, il Libro della Luce, al Sefer Ha Shmoth, il Libro dei Nomi.
Il Sefer Yetzirah si distingue nella letteratura per la profondità, la concisione, l'oscurità del suo linguaggio, e per la sua ricchezza di metafore, corrispondenze e allusioni mistiche.
La traduzione del titolo da sola é un programma: quella con cui é tramandato é “Il Libro della Formazione”, ma potrebbe anche essere “ Il Libro degli Angeli “, oppure “ Le Pietre degli Angeli “, oppure “ I racconti degli Angeli “, ma anche “ I numeri della Formazione” e su questa traduzione alcuni si perdono in anni e anni di somme, sottrazioni, fisica quantistica e genetica.
Una leggenda vuole che un bimbo di 12 anni con questo libro in mano costruì il Golem: un gigante di argilla forte e ubbidiente, come Adamo prima che gli venisse infusa l’anima.
Qui é raccolto, attraverso un codice multidimensionale, il segreto della Formazione dei Mondi, siano essi galassia o destino o prato fiorito. Apparentemente offre l'esegesi delle lettere dell’alfabeto ebraico nel loro valore numerico, vibrazionale, metaforico.
, delle Luci dell’Albero della Vita, le Sephirot, nel legame con l'anatomia del corpo umano, con le emozioni profonde, con i pianeti, con i segni zodiacali.
Le tre coordinate astronomiche formate da asse dei solstizi, asse degli equinozi e asse del Drago, rappresentano i tre assi di simmetria secondo i quali la Creatura viene formata nello Spazio, nel Tempo e nella Consapevolezza.
Oggi sappiamo che questo accade nella cristallogenesi, la formazione dei cristalli, e qui si aprirebbe una riflessione molto particolare sulla reale natura della vita organica sul pianeta che oggi chiamiamo Terra ! quella stessa Vita Organica che studiamo come chimica del Carbonio, minerale che, attraversando la forma di antichi legni carbonizzati, sotto pressioni e temperature altissime, si trasmuta in diamante, la pietra più dura che si conosca. Quello che per la saggezza indo-tibetana, é il Cristallo simbolo del Jivamukta, il liberato in vita, il praticante Vajra, l’illuminato manifesto a se stesso.
Tutta la struttura dell’Albero della Vita, se ricostruita tridimensionalmente, ricorda la doppia elica del DNA, e le Lettere, descritte come frequenze creanti la realtà, si muovono attraverso sentieri predeterminati dalla natura divina stessa della realtà e degli universi, ogni cosa parallela ad altra, ogni cosa inversamente uguale, speculare e rappresentativa di ALTRO, di ALTROVE, eppure anche di QUI e ORA. Come se la realtà che noi percepiamo collocata nello spazio e nella storia, altro non fosse che una rappresentazione olografica di una Vita Vivente e Sacra, che respirando e pronunciando, sostiene il disegno, l’armonia nel . . . nulla !!


Numeri e segreti

Nei numeri ci sono racchiusi dei grandi segreti. Non c’è nulla di più metafisico di queste entità attraverso cui noi misuriamo, quantifichiamo. Contiamo la nostra vita e quella degli altri. Tutto è traducibile in numero, ma i numeri non sono da nessuna parte. Se li cercassimo per tutto il pianeta non li troveremmo, eppure lo stesso corpo del pianeta si misura attraverso i numeri. Tutto ciò che e materia, tutto ciò che é energia, ciò che è tempo, spazio e, forse, anche ciò che è coscienza.
Invisibilmente ne è ordinato l’universo, e attraverso essi indaghiamo le relazioni tra le leggi che lo sostengono. Eppure i numeri sono l’Uno che conta se stesso, l’Unico.
Eppure la coscienza non calcola. Forse. E se invece muovesse numeri in modo diverso? se proiettasse geometrie di luce sull’ universo buio e vuoto dell’inconscio?
Come sarebbe se un giorno, per intuizione o per follia, ci trovassimo a scoprire che tutte le genti di cui oggi studiamo e indaghiamo, incantati dalla sapienza delle loro tradizioni, avessero condiviso sogni, madri, inconscio, e poi religioni, leggi, commercio, arte, e se tutto questo e tutti i sogni e le visioni del mondo fossero leggibili in un codice numerico?
In fondo, nell’antico codice dell’I KING, l’oracolo preistorico cinese abbiamo ritrovato il codice binario.
Perché allora non cercare nel grembo fertile del Mediterraneo, tra le lingue che tanto hanno dialogato tra loro, il fenicio, l’ugarittico, il sumero l’egiziano poi il fenicio fino all’ebraico e all’aramaico, dove popolazioni a cui abbiamo dato nomi diversi, si sono spartite lembi di terra intorno a questo mare, “mare tra le terre” appunto, anzi per i romani “mare nostro”, e il mare non è forse il simbolo per tutti della culla, della madre ?
E intorno al Mediterraneo possiamo trovare una grandissima tradizione di studio dei numeri, comunemente definita Cabala, o Kabbalah.

KABALA al lume di candela

Il termine "ghematria" deriva del greco "calcolo" e definisce una particolare tecnica cabalistica che permette di confrontare parole o frasi che hanno lo stesso valore numerico. Da questa comparazione possiamo ottenere informazioni simboliche sul valore di quella cifra che è la somma ottenuta dalle lettere della parola o frase.
Questo sistema si attua applicando alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico antico una equivalenza stabilita con determinati numeri interi e sommando tra loro i numeri-valori all'interno delle parole o delle frasi.

Dalla tavola che segue vediamo quali sono queste equivalenze.
Le lettere sono elencate verticalmente dalla prima alla ventiduesima secondo il numero progressivo dell'alfabeto, il suono o valore fonetico, il segno grafico della specifica lettera, il nome con cui è pronunciata in ebraico, il valore numerico ed infine il carattere romano a cui si può far corrispondere.
Bisogna però ricordare che il valore delle lettere ebraiche resta comunque quello fonetico della seconda colonna e non quello romano della sesta.
Attenzione alle traslitterazioni: nella lingua ebraica le vocali sono indicate da certi punti e segni aggiunti alle lettere!
Cinque lettere, e precisamente Kaf, Mem, Peh, Tzadde sono chiamate MENANTZEPAKH e vengono scritte in modo diverso a seconda che compaiono in mezzo ad una parola o alla fine di essa: in questo caso sono dette "sofit", cioè finale, ma in realtà questo valore viene usato molto raramente.

Facciamo insieme qualche considerazione. CANDELA in ebraico si dice NER, scritto Nun+Resh: 50+200= 250.
Se invece voglio conteggiare il valore dell'espressione GRANDE LUCE, in ebraico OR GADOL, scritto Alef, Vav, Resh, Ghimel, Dalet, Vav, Lamed: 1+6+200+3+4+6+30= 250. In entrambi i casi abbiamo ottenuto il numero 250.
Queste parole hanno un identico valore numerico: la tradizione insinua che condividono un significato comune e possono essere aspetti diversi, forse complementari, della stessa realtà.
Se accendiamo una candela, così piccola nell'oscurità, questa apparirà una grande luce, un piccolo essere di luce che diviene immenso nell'emozione.
E la vera origine della sua luce va cercata nell'oscurità che la circonda, dove la candela non arriva ad illuminare, nel mistero che non vuole svelare.
Luce, aspetto finale della materia, limite dell'increato: simbolo o vibrazione che precede le forme sulla soglia dell'esistenza.
Luce: incanta come una sirena, invita a seguirla in un viaggio da cui forse non vorremo tornare, al di là della soglia della luce stessa, nel senza-forma-senza-senzazione-senza-nozione.
La luce rappresenta sempre l'espansione dell'essere attraverso la sua elevazione.
Cos'è una candela, se non un essere la cui vita si realizza nella fiamma che la consuma? Nel Sefer Yetzirà troviamo scritto: "dieci sefirot sul nulla; la loro fine è inserita nel loro principio, e il loro principio è inserito nella loro fine, così come la fiamma è connessa alla brace."

Rabbi Eliahu Gaon di Vilna, grande cabalista di due secoli fa, ha commentato questo passaggio come un'allegoria della fiamma della candela, piccolo miraggio chiuso in sé, completa in sé, nella sua breve esistenza può rappresentare l'intero "Albero della Vita".

Cos'è l'Albero della Vita, se non un "Uno" considerato insieme ai suoi attributi?
Accendere una candela è porsi in relazione con il piano della "Grande Luce": imparare il linguaggio delle fiamme e dei colori è comporre su quel piano delle vibrazioni che possono ottenere corrispondenza in ciò che noi desideriamo.

Metodo e Paradosso

L'insegnamento della Kabala accompagna sempre l'individuo attraverso un tracciato mentale lento e spiraloide che, partendo da un certo dato che è sempre legato ad informazioni tradizionali anche quando ombreggia una presunta logica, si sviluppa gradualmente attraverso un percorso di simboli che agiscono più che altro a livello inconscio insinuandosi nei meandri dei processi logici, ricavando all'interno della mente uno spazio che andrà strutturandosi autonomamente ed in modo parallelo alla cultura precedentemente acquisita.
Questo spazio congloberà presto ogni altro aspetto dell'indagine analogica.
La Kabbalah è sicuramente un argomento complesso da intendere e classificare, ma potremmo definirlo un sistema sapienziale ed estetico che coinvolge l'essere umano su molteplici piani. In questa sede, si tratterà essenzialmente di fornire un a serie di informazioni introduttive i che accompagni la mente in modo graduale nell'espansione della conoscenza mediante un sistema che prevede la continua rivisitazione degli argomenti attraverso l'approfondimento degli stessi.
Questo consente di ottenere un continuo e consequenziale dilatarsi dello strumento intellettivo e sfruttandone i meccanismi impliciti.
In pratica si tratta di inserire nel tessuto mentale una struttura base di concetti-radice che viene successivamente riconsiderata e sviluppata, facendo di ogni singolo aspetto un intero.
La successione delle informazioni avviene su un terreno simbolico che prevede uno sviluppo della concettualizzazione che va oltre al teso stesso.
La Kabbalah, dopo avere proposto una struttura chiave che contiene soprattutto la valenza delle corrispondenze e delle interrelazioni tra gli elementi dati, offre un vasto scenario simbolico da interpretare tramite la chiave stessa.
Si tratta di usare gli schemi come base aritmetica da sviluppare secondo le chiavi acquisite in maniera geometrica, e cioé rendendo tridimensionali gli schemi attraverso lo studio dei simboli svelati, dichiarati ed impliciti.
E la chiave proposta per aprire tutte le cinquanta porte della conoscenza é chiamata Etz Haim, l'Albero della Vita, simbolo dell'Uno che si esprime attraverso i suoi nove attributi.
E il mito narra: all'origine era Dio, il senza volto, l'irriconoscibile, il senza nome perché non v'era nessun altro che potesse chiamarlo.
Non c'era altro che il Tutto-Luce infinita. In quel Tutto-Luce avviene una contrazione, Tzimtzum, la Restrizione primordiale, origine del dualismo. Il buio aperto come una ferita, é uno spazio vuoto di esistenza, in uno stato di bisogno.
Cos il Tutto-Luce risponde all'ansia del Nulla-Oscurità penetrandola con un unico potente raggio luminoso. Nel Nulla-Oscurità-Madre, fecondato dal seme di luce, prendono forma dei recipienti , cristallizzazioni dell'oscurità stessa per contenere la creatura di luce che si sta sviluppando.
Ed il liquido luminoso, seme divino, riempie il primo recipiente in alto e trabocca da questo in quello sotto, poi ancora trabocca da questo al terzo e cos via, fino al decimo recipiente, ultimo in fondo, dove la luce arriva, impoverita via via lungo il cammino: ogni contenitore ha trattenuto un colore.
Cos l'Albero si delinea, splendente delle sue dieci stelle, ognuna di un colore diverso, ognuna con una diversa valenza vibrazionale.
E' l'Albero della Vita, si estende e prospera nelle direzioni spazio-temporali per un tempo indefinito: galassie e stelle si formano, i mondi si coagulano, gli esseri nascono e crescono, popolano i mondi e organizzano le loro civiltà.
Ma la pressione della Luce, seme dell'Infinito, é troppo forte per essere sopportata dai recipienti, grembo dell'Oscurità, cos accade la Shvirat ha kelim, la Rottura dei recipienti: tutti i mondi inferiori fisici e spirituali, vengono distrutti in una catastrofe cosmica.
In questo modo non si rompono soltanto i recipienti, ma la Luce stessa perde la sua purezza originale mischiandosi nelle macerie del Nulla, perde la consapevolezza della sua unità con il Padre-Luce primordiale: ha inizio una storia di esistenza separata dove la Luce esiste frantumata in scintille che vivono come in esilio frammiste all'Oscurità Dolorosamente l'Albero si ricompone ma le sostanze si sono mischiate, la Luce é meno luminosa e l'ombra meno scura. I pianeti si ricompongono, imitando la propria identità antica. Le civiltà sorgono dalle macerie di quelle precedenti che sono andate distrutte ed ormai dimenticate.
E le creature che sui pianeti si reincarnano, hanno tanta nostalgia della Luce .

NOTE Tutti i testi sono stati scritti di mio pugno. Ogni riproduzione anche parziale NON è ammessa. Se proprio non potete farne a meno, almeno siete pregati di citarne la fonte. - VittoriaFornari.it