Meditare significa chiudersi dentro di sé, lontani dal mondo, conquistare il silenzio e ricongiungerci alla nostra energia.
È abbracciare se stessi e perdonarsi per tutte le volte in cui non siamo stati all’altezza delle nostre aspettative.
È entrare in quell’universo di colori puri che portiamo dentro, in quel luogo incontaminato della mente in cui non andiamo mai a pensare.

Propongo sessioni di gruppo della durata di circa 1 ora, propedeutiche per principianti e altre a tema specifico a seconda delle diverse occasioni e circostanze.


MEDITAZIONE insieme al RESPIRO

Siamo seduti comodamente sulla sedia.
Respiriamo a fondo e cominciamo a sentire il nostro corpo appoggiato sulla sedia, la schiena, le gambe, dove poggiano i piedi, qual è la posizione dei piedi nelle scarpe.
Ascoltiamo il nostro corpo e tutte le sensazioni che sta raccogliendo, il tocco degli abiti sulla pelle, i capelli che toccano tra loro e che toccano sulla testa.
Ascoltiamo bene e sentiamo che esiste un mondo dentro ed un mondo fuori.
Dentro di noi c’è il moto dello stomaco, dell’intestino, del sangue che scorre e l’aria che viene dentro ed esce. Esce l’aria ed escono le emozioni dimenticate, escono i pensieri che non ci servono più. Inspiriamo aria ed espiriamo ciò che abbiamo dentro, qualunque cosa sia.
Il mondo fuori continua la sua vita e non si accorge che noi espiriamo consapevolmente noi stessi, il nostro mondo interiore.
Lasciamo uscire tensioni, stanchezza, tutto sta uscendo e ci sentiamo più leggeri, liberati sullo stomaco e sul cuore, lasciamo che tutto vada.
Portiamo ora la nostra attenzione sul punto del cuore, un grande spazio bianco, luminoso, profondo, dove più respiriamo questa luce bianca intensa.
Prendiamo dentro, ed entra luce insieme all’aria che respiriamo. Espiriamo, e se guardiamo bene da quel grande e vasto bacino di luce bianca che c’è nel nostro cuore si alzano in volo degli uccelli neri.
Col respiro intenso e profondo ci liberiamo di questi uccelli neri, lasciando il cuore sempre più leggero, sempre più grande e bianco.
Questa luce bianca e densa si espande libera verso le spalle, il collo, la testa e scende verso lo stomaco, il ventre, le gambe, finché tutto il nostro corpo appare inondato di una luce potente, purificante e ovunque si riempie di luce bianca, gli uccelli neri volano via.
L a luce bianca, nei punti del nostro corpo che non stanno bene, va a sanare, a consolare, a guarire.
Noi accettiamo di ricevere la luce per quanto possiamo accettarne, non ce ne viene data di più.
Riceviamo la luce che ci serve.
Poi piano piano apriamo gli occhi e riprendiamo la vita di sempre.


SVILUPPIAMO LA CAPACITA’ DI CONCENTRAZIONE

La concentrazione è la capacità di raccogliere la propria attenzione in un solo punto.
Ogni aspetto della nostra attenzione, sia essa fisica, mentale od emozionale, deve convergere in un unico polo gravitazionale.
Può essere una qualità spontanea oppure può venire acquisita, in ogni caso è direttamente proporzionale all’autodeterminazione ed è un’abilità che sta alla base di ogni possibile evoluzione bioenergetica ed essa merita ogni sforzo per essere sviluppata. In queste pagine vengono proposti una serie di esercizi che non presentano difficoltà e nemmeno controindicazioni e che possono essere svolti in privato anche senza l’aiuto di un istruttore, presenza invece richiesta per altre forme di concentrazione.
Gli esercizi devono essere svolti e completati nell’ordine in cui vengono proposti.


CONCENTRAZIONE DELLA VISTA ESTERNA

Per cominciare questo esercizio bisogna scegliere un oggetto che ci piaccia, deve essere un oggetto che ci dia serenità come, ad esempio, un mazzo di fiori colorati, un quadro, una statua ecc., qualunque cosa ci piaccia e che resti immobile.
Sediamoci comodi di fronte all’oggetto che abbiamo scelto, ricordandoci dell’importanza di trovare una buona posizione per il corpo per non essere deconcentrati da sensazioni spiacevoli oppure dolorose.
Ricordiamoci sempre dell’importanza di trovare un luogo appartato dove nessuno possa disturbarci.
Una volta soddisfatte tutte queste condizioni favorevoli, cominciamo con il fissare lo sguardo insieme alla nostra concentrazione sull’oggetto senza lasciare spazio nella mente ad altri pensieri e concentriamoci sui diversi aspetti dell’oggetto: colore, forma, l’uso cui esso è destinato ecc.
Niente altro in questo momento esiste per noi, siamo soltanto: Noi e l’Oggetto, l’Oggetto e Noi uniti in un’unica realtà tenuta insieme dallo sguardo, in un’unica azione dove chi guarda e chi è guardato sono due soli aspetti dello stesso fascio di emozioni.
Dobbiamo indugiare a lungo sui vari aspetti dell’oggetto fino a sentirne in noi la fisicità, finché non ci sentiamo un tutt’uno con l’oggetto stesso.
Ora cerchiamo di rimanere in questa posizione il più a lungo possibile senza lasciarci distrarre da pensieri estranei alla situazione.
Cerchiamo sempre di non irrigidirci ma rimandiamo a dopo ogni stato d’animo che non sia inerente all’oggetto scelto.
Questo esercizio va ripetuto settimanalmente e lo possiamo considerare compiuto quando la concentrazione diventa così precisa da riconoscere in noi l’oggetto, cioè quando ne percepiamo la forma, il colore, i contorni come che fossero dentro di noi.
Facciamo un esempio: stiamo fissando un vaso giallo, dopo circa quindici minuti, se la nostra concentrazione è buona ed allenata, ci sembrerà di aver “respirato” il suo colore tanto da pensare: è giallo come me, sembra la mia copia, lui pensa e sente come me, mi percepisce come io percepisco lui, io sono lui e lui è me, io sono sempre stato un vaso giallo.
A questo ci può portare la concentrazione prolungata!


CONCENTRAZIONE DELLA VISTA INTERIORE

Cerchiamo un luogo tranquillo assicurandoci che nessuno possa disturbarci per tutta la durata dell’esercizio.
Ricordiamoci che è sempre particolarmente importante, quando eseguiamo gli esercizi di concentrazione o meditazione, che scegliamo un luogo pulito e armonico per la nostra personalità e che sia ben aerato e senza cattivi odori, volendo possiamo bruciare essenze o incenso che siano in sintonia con noi e che favoriscano la concentrazione.
Rivolgiamoci verso nord ricordandoci che per ottenere un buon risultato durante questi esercizi occorre tenere la schiena ben diritta sia quando siamo in piedi che quando ci sediamo, ma la cosa importante è in ogni caso trovare una posizione da poter mantenere senza sforzo per almeno venti minuti.
Respirare lentamente e profondamente.
Accendiamo una candela e sediamoci comodamente a circa un metro di distanza, la fiamma deve trovarsi all’altezza dei nostri occhi.
Fissiamo direttamente ed intensamente la fiamma senza timore per circa tre minuti senza pensare a niente altro.
Chiudiamo gli occhi (che rimarranno chiusi fino alla fine della concentrazione) e premiamoci contro leggermente, molto leggermente, le palme delle mani.
Fissiamo lo sguardo al centro delle sopracciglia cercando di conservare dentro di noi l’immagine della fiamma.
Concentriamoci su quell’immagine senza lasciarla vagare o scomparire.
Nel caso l’immagine dovesse scomparire riportiamola semplicemente indietro cercandola nel buio intorno ma rimanendo sempre ad occhi chiusi.
Pratichiamo questa concentrazione per qualche minuto.
Quando avremo preso confidenza con la concentrazione non ci saranno limiti di tempo.
Possiamo ripeterla quando vogliamo in quanto non ha controindicazioni.
Questa è una pratica antichissima, tramandata nelle scuole di yoga.
Il risultato di questa concentrazione sarà un grande sentimento di pace.


CONCENTRAZIONE DELL’UDITO

Una buona pratica di concentrazione dell’udito esterno consiste nell’ascolto per cinque minuti di una musica scelta con molta cura e può essere sia classica che rilassante, l’importante è che non coinvolga i centri psichici più densi, quindi non si sceglierà una musica con ritmi concitati e o percussioni.
Cerchiamo un luogo tranquillo dove possiamo rimanere indisturbati e soli assicurandoci che nessun suono esterno possa interromperci, quindi anche il campanello ed il telefono.
Nelle pratiche di concentrazione o meditazione è sempre bene abbassare la luce, sediamoci in posizione comoda ma eretta, oppure scegliamo la posizione supina ma controlliamo di mantenere la colonna vertebrale diritta.
Facciamo partire la musica e concentriamoci sul suono intensamente.
Ripetiamoci: “Io sono qui per ascoltare questa musica“.
I nostri pensieri devono essere focalizzati su tutto ciò che è inerente allo sviluppo delle vibrazioni sonore.
Concentriamoci sulla musica senza permettere alla musica stessa di rievocare in noi ricordi, figure o altre immagini.
Non dobbiamo lasciare a briglia sciolta la fantasia perché la meditazione non ha nulla a che vedere con il training autogeno come purtroppo capita di sentir dire!
Ascoltiamo solamente la musica, ma ascoltiamola con tutto noi stessi, ogni sensazione, ogni muscolo, ogni senso, tutto in noi è teso ad ascoltare la musica, a percepirla su ogni piano possibile.
Trasformiamoci in uno strumento attraverso il quale possa scorrere la musica, come in una canna di bambù vuota all’interno.
Quando l’IO è sommerso nella profondità del suono scopriremo che la coscienza si sta espandendo.


CONCENTRAZIONE DELL’UDITO INTERNO

Relativamente, invece, alla concentrazione dell’udito interno bisogna, almeno inizialmente, trovare un buon maestro che vi segua perché comporta un margine di rischio se non viene eseguita più che correttamente.
Queste sono le indicazioni di base perché possiate avere un’idea dello svolgimento.
Troviamo una stanza e, come al solito, assicuriamoci che nessuno possa disturbarci.
Sediamoci in posizione comoda, schiena ben diritta.
Chiudiamo gli occhi e:
Portiamo i pollici a chiudere l’orecchio distendendo il dito medio fino al centro della testa.
A questo punto cominciamo a percepire il battito del nostro cuore e rimaniamo in ascolto, senza lasciarci disturbare da altri pensieri, del battito allineandoci al suo ritmo, trascorsi due, tre minuti concentriamoci sul rumore che crea l’aria durante l’ispirazione e l’espirazione all’interno del nostro corpo, rimaniamo in ascolto allineandoci a questo nuovo suono per due, tre minuti.
Adesso ascoltiamo molto bene quali altri suoni il nostro corpo produce e percepiamone la sensazione dentro di noi.
Piano piano ricominciamo a percepire il nostro corpo, togliamo le mani dalla testa e posiamole sulle gambe prestando attenzione all’ambiente attorno a noi e, quando ci sentiamo pronti, apriamo di nuovo gli occhi.


"Nella preghiera sei tu che parli con Dio
Nella meditazione sei tu che lo ascolti"


Wesak

Il Wesak è una festa molto antica, originaria della tradizione buddista, ma il cui significato è oggi molto vasto e condiviso: si tratta infatti di una meditazione di Benedizione destinata a tutta l’umanità, sinonimo di dialogo interculturale e interreligioso. 
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1999 ha ufficialmente dichiarato il Wesak festa internazionale.
Il suo significato celebra il ritorno annuale, o l’avvento, di una Grande Luce che libera gli uomini dal buio e dalla paura dell’inverno dell’anima. 
Dal dopo-guerra questa tradizione si é diffusa in tutto il Mondo, ed ora, divenuta una festa, viene celebrata in tantissimi paesi del mondo, e in tante città italiane.
Si tratta essenzialmente una festa dove si incontrano persone di culture e razze differenti per confermare il rispetto reciproco e la volontà di vivere in pace.
Si tratta di una meditazione collettiva la cui partecipazione é gratuita, a cui si può partecipare condividendo la lettura di un brano, di una poesia, o un canto ma soprattutto condividere una festa del cuore senza uguali nell’anno, senza distinzioni e senza lontananze: per una volta, siamo davvero tutti insieme.È ormai tradizione del Wesak essere vestiti di bianco o con colori chiari, portare con sé un fiore in dono, e per chi lo desidera portare una bottiglia d’acqua da caricare con l’energia del giorno.


LE QUATTRO MEDITAZIONI ILLIMITATE

SEMCEN TAMCE DEUA DAN
DEUE GHIU DAN DENPAR GHIUR CIG

SEMCEN TAMCE DUNGHEL DANG
DUNGHEL GHI GHIU DANG DRELUAR GHIUR CIG

SEMCEN TAMCE DUNGHEL MEPE
DEUA DANG MI DELUAR MEPE
DEUA DANG MI DELUAR GHIUR CIG

SEMCEN TAMCE GNERING CIAG DANG GNI DANG
DRELUE TANG GNOM LA NEPAR GHIUR CIG

Possano gli esseri senzienti avere la felicità e la sua causa.
Possano gli esseri senzienti essere liberi dalla sofferenza e dalla sua causa.
Possano gli esseri senzienti essere inseparabili dall’estasi priva di dolore.
Possano gli esseri senzienti dimorare nell’equanimità libera da pregiudizi, dall’avidità e dall’odio.