Ciclo di studi sul Tantra Buddhista Tibetano

L’energia maschile sacra e l’energia femminile sacra, l’energia dei luoghi e delle direzioni. 
Teoria e pratica, i luoghi segreti del Mandala.
I cinque Guaritori. La suprema identità.
Tecniche shamaniche: visualizzazione e drammatizzazione del cambiamento.
Radicare nel corpo la sacralità: il gesto, la voce, l’odore, il sapore, la scelta dei colori personali.

La parola sanscrita “mandala” significa “ottenere l’essenza”. Indica una figura geometrica tradizionalmente tramandata che insegna e infonde attraverso i simboli l’energia di un dato “stato mentale” sia esso pensiero, studio o icona. L’orientalista Giuseppe Tucci, nel suo testo insuperabile “ Teoria e pratica del Mandala” edito da Astrolabio, ha definito il Mandala “ un cosmopsicogramma “ una rappresentazione in termini simbolici del rapporto sussistente tra l’essere umano, gli altri esseri e l’ ambiente relativamente ai diversi ambiti della Vita e della Coscienza. Si tratta di una tecnica antichissima tuttora molto usata, sia nella didattica quanto nello shamanesimo, che permette di accedere ad una conoscenza non intellettuale della realtà, facendo leva sulla capacità dell’anima di intuire e riconoscere interi sistemi di simboli quando questi vengono disposti in uno spazio inteso come totale. E’ il principio della mappa, che non é il territorio ma ci permette di orientarci anche dove non conosciamo. E’ la base di lavoro delle medicine olistiche tradizionali dei popoli.


SEMINARI DI MANDALA

Mandala : simbolo e mappa dell'Essere.

Questi seminari sono consigliati per tutte le persone che stanno cercando un sistema di osservazione sintetico, da applicare su sé stessi e sugli altri.
Impariamo a disegnare la nostra mappa personale, poi quella del nostro mondo, e ad usarla per comprendere meglio. Impariamo a scomporre l’apparenza nelle energie che l’attraversano e la dipingono, e a ricomporla in un mosaico organico dove ogni elemento può essere riconosciuto nei suoi effetti, sviluppato, comparato con gli altri elementi dell’intero, in un sistema tradizionale che non vuole essere un dogma ma uno strumento di indagine mentale: riconnettersi alla fonte di tutta quella ricchezza di strumenti mentali e non, che costituisce la vera “ossatura” della concezione olistica dell’uomo e del mondo.


MANDALA DI TRASFORMAZIONE

Ci sono dei momenti della vita in cui ci rendiamo conto che le nostre stesse caratteristiche caratteriali sono la vera causa delle nostre sofferenze. Siamo insoddisfatti del nostro lavoro, delle nostre amicizie o del nostro livello sociale, ma nel contempo pensiamo di non poter far nulla per cambiare. Questo nasce dal fatto che noi siamo spesso vincolati ad una sorta di coerenza di comportamenti psicologici con un modello nel quale ci siamo identificati via via nel corso della nostra maturazione. In realtà questo modello ci è stato in parte fornito dalla nostra famiglia e dall’educazione, in parte con l’assimilazione di altri modelli che forse ci hanno colpito, sia in positivo che in negativo, in parte si tratta di una somma di comportamenti reattivi che abbiamo assemblato. E tutto ciò pensiamo di essere noi stessi.
Il senso dell’io non si distingue dalle sue stesse maschere e, pure non soddisfatti, pensiamo di non essere in grado di cambiare tutto questo.
Il confronto con la psicologia tantrica ha fatto maturare anche alla ricerca occidentale l’ipotesi di poter interagire con questa corazza dell’io smantellandolo in un primo momento e ricostruendolo successivamente. Secondo dei binari semplicemente scelti, in base a quello che vogliamo ottenere dalla vita, si può arrivare ad ottenere da sé stessi di essere ciò che si desidera e che è più efficace.
Questi seminari aprono la strada ad una trasformazione profonda.


“ Esso (il mandala) è di fatto un cosmogramma..è l'universo intero nel suo schema essenziale, nel suo processo di emanazione e di riassorbimento...inteso non solo nella sua inerte distesa spaziale ma come rivoluzione temporale: un processo vitale che si svolge da un principio essenziale e ruota intorno ad un asse centrale, il monte Sumeru, l'axis mundis su cui poggia il cielo e che affonda le basi nel sottosuolo misterioso...Ponendosi al centro l'officiante si identifica con le forze che regolano l'universo e ne raccoglie in sé la taumaturgica potenza...Chi se ne serviva non fu più soltanto sollecito di un ritorno al centro dell'universo, quanto piuttosto di un refluire delle esperienze della psiche alla concentrazione, per ritrovare l'unità della coscienza raccolta e non più distratta e per scoprire l'unità ideale delle cose.
Il mandala non è più allora un cosmogramma ma uno psicocosmogramma, lo schema della disintegrazione dall'uno al molto e della reintegrazione del molto all'uno, a quella coscienza assoluta, intera e luminosa, che lo yoga fa brillare in fondo al nostro essere"
Giuseppe Tucci - “Teoria e Pratica del Mandala” , edito da Astrolabio Ubaldini nel 1948 nella Collana Civiltà dell’Oriente. EAN: 9788834002858