Raramente i Lama Tibetani hanno insegnato agli occidentali,nell’interezza della loro tradizione, questo percorso, sadhana , detto delle Regine del Mandala.
Probabilmente perché la cultura e la mentalità che hanno incontrato non era interessata allo sviluppo del volto femminile del potere, la saggezza. Nella società dei consumi e della globalizzazione non c’é interesse per la Saggezza. A che serve?
Anche la saggezza é potente, é benefica, ma in modo differente. E’ la forza debole, quella che si adatta alle circostanze perché le interpreta e le trasforma col sorriso. E’ costante e tenace e amorevole.
Io credo che questa sia la via, in questo tempo che stiamo vivendo. Una via femminile, nel senso di lunare, non per forza una via per le donne, ma per donne e uomini che comprendano, che siano capaci di deporre le armi del potere e della sopraffazione del forte sul debole. Per costruire e coltivare insieme agli altri un mondo forse imperfetto ma pacifico.

Lama Chögyam Trungpa Tulku Rimpoce, ( Kham, 28 febbraio 1939 – Halifax, 4 aprile 1987) che ha sviluppato un metodo basato sulla pratica della saggezza delle Cinque Energie, che ha chiamato Maitri Yoga, ci ha indicato questa via delle Regine.
Nel comporre i testi, ho cercato di tradurre il linguaggio e non le parole, il senso e non la forma, come sempre faccio nell’approcciare una tradizione.
Dedico ogni merito di questa mia ricerca al Lama, mentre la gratitudine per i suoi insegnamenti e per il suo esempio di vita colma ancora il mio cuore.


Mandala dei 5 Dhyani Buddha e Regine del Mandala

Ogni praticante di buddhismo vajrayana é abituato a pensare a sé stesso come ad una manifestazione confusa della perfezione originaria, dimensione che continua a portare con sé e a sperimentare di tanto in tanto.
L’esperienza di questo stato di purezza che si manifesta come Luce, detto bodhicitta, viene rappresentata dal Mandala dei 5 Dhyani Buddha, figure limite, simboli, icone su cui meditare. Ognuno di essi rappresenta una particolare potenza della Luce, nella loro immutabile coscienza assoluta, libera da ogni difetto, eppure contemporaneamente ci mostra anche l’ombra di quella Luce e ci svela l’azione nascosta dell’energia dietro ogni tipo di fenomeno materiale. Essi sono Vairochana, Akshobhya, Ratnasambhava, Amitabha e Amoghasiddhi, e rappresentano le 5 grandi “famiglie”di buddha, le 5 vie per raggiungere l’ illuminazione.
Quando vengono raffigurati iconograficamente, ognuno di essi è caratterizzato da uno specifico simbolo, da un determinato colore, da un particolare gesto delle mani, il loro trono é sostenuto da un diverso animale ed é rappresentato abbracciato alla sua consorte.
Ognuno di essi sottolinea un aspetto particolare di potere illuminato e illuminante, in grado di mettere in moto 5 differenti energie. Queste energie hanno anche i loro aspetti confusi, emotivi ed ambientali, che il praticante impara a riconoscere e trasformare.
Ad esempio, le energie emozionali come paura, rabbia, desiderio e l'orgoglio, possono essere trasformate in qualità illuminate contenenti enorme intelligenza, forza e amore.
La capacità di trasformazione chiamata Saggezza, Prajna, é rappresentata dalle 5 consorti dei Dhyani Buddha, le loro controparti femminili, chiamate Regine del Mandala.
Esse completano l’immobilità del potere illuminante dei consorti con la saggezza in movimento. La meditazione su queste icone dell’energia femminile illuminata, ispiranti con le loro specifiche qualità, risveglia nella mente quell’aspetto particolare. Esse sono Lochana, Mamaki, Pandaravasini, Tara, Dathisvari. Sono associate ai 5 elementi e alle 5 saggezze.
Anche in questo mandala, come in tutti quelli tradizionali, vi è un numero esponenziale di associazioni tra i vari elementi, così che il mandala diventa un cifrario e uno strumento della memoria visiva, una mappa di concetti, un veicolo per la comprensione e la decodifica dell’intero Dharma, la Legge Cosmica, e delle infinite interrelazioni che ne prendono parte.